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Se ami qualcuno dillo

Se ami qualcuno dillo, l’esordio alla regia di Marco Bonini, comincia nel peggiore dei modi: colto in flagrante durante un tradimento, Sergio (Edoardo Leo) ha un malore e finisce in coma. In sala d’attesa si ritrovano tre persone che avrebbero ottimi motivi per non volerlo più vedere: la sua compagna Gabriella (Claudia Gerini), l’ex moglie Alba (Giovanna Mezzogiorno) e il figlio Giulio (Biagio Venditti).

Quando Sergio si risveglia è come un bambino nel corpo di un adulto: deve reimparare tutto da capo. E da uomo prepotente e anaffettivo si trasforma in un buffo eroe tragicomico che continua a ripetere di essere rinato, di essere finalmente in grado di amare. È proprio questa seconda, improbabile infanzia a insegnargli qualcosa che prima gli era sempre sfuggito: come voler bene alla sua complicata famiglia allargata.

Tratto dall’omonimo romanzo dello stesso Bonini e sceneggiato con Francesco Bruni, il film si muove in quello che il regista chiama un “tempo verticale”, in cui passato, presente e futuro coesistono: dall’acquedotto romano al campo di pozzolana, dalla spiaggia di Fiumicino ai costumi sospesi tra gli anni Sessanta e oggi, fino alla scelta di affidare a tre cinquantenni i ruoli di Sergio, di suo figlio e di suo padre.

Perché nello stile della commedia all’italiana — la nostra tradizione, e per Bonini l’unico modo di parlare a un pubblico largo di un tema spinoso — il film affronta la castrazione emotiva maschile e quella oppressione patriarcale che dura da millenni, provando a raccontarne una possibile rivoluzione. Con Daniela Virgilio, Thomas Trabacchi, Pietro De Silva e Luisa De Santis, presentato ad Alice nella Città nella sezione Panorama Italia. Al cinema dal 16 ottobre.