
La Città dei Vivi, il film diretto da Edoardo Gabbriellini, racconta la storia di Luca (Emanuele Maria Di Stefano), ventitré anni, cresciuto in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro di Roma e ha una fidanzata (Gaia Merlonghi) con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi.
Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Poi, una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della sua vita si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, il film compie una scelta radicale: non mette al centro gli assassini, non ricostruisce l’orrore e non cerca una spiegazione rassicurante. Sceglie invece l’osservazione ravvicinata degli ultimi mesi del ragazzo — un coming of age interrotto, la storia di qualcuno che non ha avuto il tempo di completare il passaggio all’età adulta. Perché la domanda che resta non è come sia potuto accadere, ma chi fosse davvero la persona a cui è accaduto.
Con Simona Senzacqua, Roberta Mattei e con Valerio Mastandrea, girato a Roma con uno stile insieme asciutto, naturalistico e lirico, è un film intimo e doloroso che oppone all’assurdità del male l’ostinata normalità della vita. Presentato nella sezione Orizzonti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Gaia Merlonghi ed Emanuele Maria Di Stefano sono stati entrambi premiati. Al cinema dal 1° ottobre.
Recent Comments