
The Echo Chamber, il film diretto da Andrea Pallaoro, è una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo (Luca Marinelli) e Anne (Alicia Vikander) si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi.
Il loro legame prende forma dentro spazi chiusi, in un appartamento che diventa cassa di risonanza di tutto ciò che non viene detto. Ogni gesto di tenerezza rischia di rovesciarsi nel suo contrario, ogni forma di attenzione può diventare possesso: è un dramma da camera in cui la tensione è psicologica prima che narrativa, e in cui l’amore resta inseparabile dalla sofferenza.
Tra le stanze risuona la voce di Ava (Susan Sarandon), che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto. È il controcanto che scardina il presente della coppia e ne illumina le fratture, riportando alla superficie quello che due persone si portano dentro molto prima di incontrarsi.
Nato dall’ultimo soggetto di Bernardo Bertolucci, rimasto inedito dopo la sua morte e sceneggiato con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, il film è stato presentato in Concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Al cinema dal 10 settembre.
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